La necessità di proteggere il patrimonio e la diversità culturale tramite il dialogo interculturale

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“La scelta di includere educazione e cultura tra le priorità dell’incontro di oggi dimostra che la UE riconosce  il ruolo centrale della cultura e dell’istruzione nel partenariato bilaterale per promuovere e rinforzare la democrazia, lo stato di diritto, le libertà individuali e la coesione sociale nei paesi in transizione politica come la Tunisia.

Oggi il concetto di “diplomazia culturale” che come si è detto stamattina sarà oggetto di una imminente Comunicazione della Commissione, dà una nuova dimensione alle politiche culturali nell’ambito delle relazioni con i paesi terzi. La necessità di proteggere il patrimonio e la diversità culturale – tramite il dialogo interculturale – come strumenti di pacificazione e convivenza è al cuore dell’agenda europea, così come la promozione delle imprese culturali, creative e dell’audiovisivo, vuol far crescere nuova economia e scambi in un settore che costituisce il 5%del PIL della UE e che vede grande vivacità in Tunisia.

Il legame tra conflitti armati e cultura/patrimonio culturale non è mai stato così chiaro. Il conflitto armato in Mali, come i conflitti in Syria e Irak, ma anche gli attacchi terroristici recentemente compiuti in Europa e in Tunisia  dimostrano purtroppo che la cultura, il patrimonio culturale e la diversità culturale sono sotto attacco per il loro valore universale e simbolico di identità e dialogo tra i popoli.

La Commissione per la Cultura e l’istruzione che presiedo auspica che sempre di più la cultura sia un campo della politica estera nel quale la diplomazia e la cooperazione «people to people» possa fare una vera differenza.

La Commissione per la Cultura e l’istruzione è anche convinta dell’importanza fondamentale dell’istruzione formale e informale per la diffusione dei valori democratici condivisi e la lotta alla radicalizzazione, sia nei paesi membri dell’Unione europea che nei paesi del Vicinato e nei paesi terzi.

Ho avuto l’opportunità di partecipare nel novembre scorso ad una conferenza organizzata a Palermo dal Ministero italiano per i beni culturali e dall’UNESCO sul tema di “Cultura, diversità culturale e sviluppo sostenibile: opportunità e nuove sfide per il Mediterraneo”.  Tra le tante conclusioni e raccomandazioni formulate a Palermo, vorrei condividerne una. La partecipazione alla vita culturale e l’accesso alla sua fruizione e  produzione è essenziale per la libertà di espressione e per la democrazia partecipativa, la comprensione reciproca e, quindi, per l’integrazione e la convivenza pacifica”.

Silvia Costa

Comments (1)

  1. Mr WordPress :

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